Archivio mensile Luglio 2019

DiGino Olivella

Choc al cimitero di Ferentino: dai loculi escono sostanze organiche maleodoranti.

(di Antonio Parrilli)

L’ associazione “Ultimi”, presidio di Ferentino, è intervenuta presso l’amministrazione comunale per far sentire la sua voce, e quella dei cittadini, riguardo la fuoriuscita dalle casse nei loculi del cimitero di liquame che poteva causare seri problemi sanitari alla popolazione. L’intervento dell’Associazione, oltre che a sollecitare un intervento risolutorio degli organi preposti circa l’emergenza sanitaria, ha voluto porre l’evidenza anche  sulla mancanza del diritto di una degna sepoltura che si deve ad ogni essere vivente.

E’ umanamente e cristianamente inaccettabile che si possa sottovalutare un problema che rischia di generare.

Abbiamo protocollato una formale richiesta sia al Sindaco, che all’Asl di competenza, ma ancora non sembra ci siano stati interventi mirati alla risoluzione del problema. E’ stato pubblicato  inoltre sull’organo di stampa anagni.com, un articolo che mette in evidenza questa emergenza.

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DiGino Olivella

L’Associazione ULTIMI partecipa all’Infiorata di Ferentino

Domenica 23 Giugno 2019, in occasione della solennità del Corpus Domini, le vie e le piazze dei borghi della Ciociaria tornano a trasformarsi in tappeti floreali rappresentanti scene della vita di Gesù e della Vergine. Tra le infiorate più importanti si annoverano quelle di Alatri (che nel 1999 ha ricevuto omologazione e registrazione dal “Guinnes dei Primati”), dell’Abbazia di Casamari (Veroli), di Cervaro, Sora e Vico nel Lazio, Pofi, Acuto, Pontecorvo, Ceprano, Arpino, Vico nel Lazio.

Quest’anno l’Associazione ULTIMI,  Presidio di Ferentino,  per la prima volta  ha partecipato al concorso posizionandosi al 6 e 9 posto con due realizzazioni . È stata una bella soddisfazione per il nostro presidio e anche un’occasione  per far conoscere  la nostra presenza sul territorio che continua ad essere attiva non solo con manifestazioni di questo tipo, ma anche nel sociale con attenzioni particolari all’ambiente, agli anziani, ai giovani e ovviamente alla legalità.

Alla premiazione ha partecipato anche il fondatore di ULTIMI  Don Aniello Manganiello il quale ha presentato in pochi passi il lavoro del presidio sul territorio di Ferentino.

DiGino Olivella

Don Aniello sull’uccisione del carabiniere a Cagnano Varano

Carabiniere ucciso a Cagnano Varano: l’appello di don Aniello Manganiello

Il fondatore dell’associazione Ultimi’ per la Legalità:

“Sono stato molte volte sul Gargano a parlare di legalità e criminalità e la sensazione che ho sempre avuto è stata lo stretto nesso di correlazione con la ‘ndrangheta calabrese”.

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DiGino Olivella

Gesù è più forte della camorra: dal libro al teatro.

Dal libro al teatro, una storia vera che da saggio-inchiesta-intervista è andata in scena per raccontare di una Napoli feroce e pura, fatta di camorra e di speranza, di perdizione e riscatto. Ha convinto tutti nello scorso fine settimana il debutto nazionale a Salerno di “Gesù è più forte della camorra” di Andrea Manzi, drammaturgia e regia di Pasquale De Cristofaro, produzione Campania Danza. Presso la Sala Pasolini si è visto finalmente un vero teatro di parola, che – lontano dai buonismi di maniera dei tanti don Matteo televisivi – ha saputo raccontare l’impegno di un prete di frontiera, don Aniello Manganiello. Il sacerdote dell’opera don Guanella è stato parroco per oltre tre lustri tra le vele di Scampia, vivendo tra la gente, immergendosi anima e corpo in una realtà difficile che non poteva essere osservata con distacco. Giovani leve della camorra finite in carcere, hanno trovato in don Aniello la possibilità di ricominciare una nuova vita e hanno cominciato a darsi da fare per dare una mano al quartiere, ai loro coetanei.

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DiGino Olivella

A Monte Sant’Angelo le testimonianze di Don Aniello Manganiello e Pietro Paolo Mascione

Nella Green Cave di FestambienteSud, martedì 9 aprile, alle 19, don Aniello Manganiello ha raccontato i suoi 16 anni da parroco a Scampia. Con lui anche il poliziotto Pietro Paolo Mascione (Vice presidente nazionale dell’Associazione ULTIMI). Ha coordinato l’incontro, Franco Salcuni.

Ci sono due modi di intendere la missione apostolica in un territorio difficile come Scampia: uno è chinare la testa, non esporsi, parlare solo se interrogati; l’altro è quello del padre guanelliano don Aniello Manganiello.
Consiste nel vivere fianco a fianco con gli abitanti del quartiere e condividerne i problemi, spostandosi sempre a piedi perché “in macchina non puoi verificare se il tuo passo è cadenzato su quello dei ragazzi”.
Sin dal primo giorno, don Aniello presta aiuto ai malati di Aids e ai tossicodipendenti, conduce battaglie sociali a favore di famiglie troppo frettolosamente etichettate come malavitose, visita le case di camorristi veri e li ascolta, ne ottiene la fiducia e talvolta vede persino compiersi conversioni e ripensamenti radicali. Con questi metodi, però, diventa un personaggio scomodo: nel quartiere è oggetto di continue minacce, fuori si fa nemici nell’Amministrazione comunale e negli alti ranghi ecclesiastici, a suo giudizio non sufficientemente impegnati – nonostante i proclami – dalla parte dei più deboli. Nel 2010, dopo l’ennesimo scontro, la Congregazione dei padri guanelliani rompe gli indugi e decide di allontanare don Aniello dal “suo” rione, riportandolo a Roma, in una parrocchia del borghese quartiere Prati, dove aveva operato per anni.
Gesù è più forte della camorra è il diario che racconta in prima linea i sedici anni napoletani di don Aniello, ma è anche un richiamo forte a chi propone parole nobili – legalità, moralità, non violenza – eppure si tiene lontano dalla realtà del quartiere. Una testimonianza necessaria per capire cosa significa nascere, vivere e morire a Scampia.

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